Rubrica scuola

Carissima prof,

mia figlia frequenta il primo anno dell’istituto professionale, e nella sua classe c’è un ragazzo che infastidisce, ogni giorno, i compagni, compresa mia figlia, e lei, durante il cambio d’ora, infastidita sempre di più, ha versato il contenuto di una bottiglina d’acqua addosso al compagno.

Mi hanno, quindi, chiamato dalla scuola per comunicarmi che si sarebbe tenuto nel pomeriggio un consiglio straordinario per discutere della sanzione disciplinare da dare a mia figlia.

Il giorno dopo mi ha chiamato la coordinatrice di classe, la prof di matematica, per avvisarmi che mia figlia aveva avuto un giorno di sospensione. Non ho assolutamente condiviso questa scelta, mia figlia viene bullizzata ogni giorno da questo compagno, la punizione mi è parsa veramente esagerata , ma il Dirigente mi ha detto che mia figlia ha compiuto una azione che andava punita e il suo compagno di classe, allora?

Gentilissima mamma,

non ci sono motivazioni per commettere azioni del genere, quali versare l’acqua addosso ad un compagno di classe.

Nonostante sia stata sicuramente provocata, i ragazzi devono essere educati a gestire i propri comportamenti e le proprie emozioni.

Stia serena e si affidi alla scuola, avrà sicuramente un riscontro positivo per l’educazione e la crescita di sua figlia.

La saluto e la ringrazio .

Gentile professoressa Carla,

le scrivo per dirle che, molto spesso, mia figlia non vuole andare a scuola, resta a casa perché, non riuscendo a fare tutti i compiti, ha paura che i professori poi le mettano dei brutti voti. Come mi devo comportare?

Gentile signora,

deve andare a scuola e parlarne con i professori e spiegare le difficoltà che sua figlia sta palesando. Potrebbe anche essere utile stilare un PDP, ovvero un piano di lavoro personalizzato, calibrato alle sue capacità e competenza, al fine di non sentirsi più incapace e inadeguata ai compiti da svolgere.

Le auguro una buona giornata.

Gentilissima prof Carla,

sono un papà deluso ed amareggiato, mio figlio trova sempre il modo di contrastarmi e soprattutto di evadere le regole che con fatica io e mia moglie tentiamo di fargli rispettare. Cosa posso fare per non farmi sovrastare?

Gentile genitori,

oggi si trovano sempre più spesso a dover fronteggiare dinamiche particolari con i propri figli. I ragazzi non solo non ascoltano ma non rispettano regole e confini, ruoli  e funzioni. E’ buona norma in ogni caso tener conto di una cosa centrale, la ribellione dei ragazzi è il più delle volte un modo per misurarsi con l’adulto, un modo per mettere alla prova se stesso e le proprie capacità. In altre occasioni, incede, rappresenta un atto di sfida la cui escalation viene innescata dalla reazione dura e perentoria dell’adulto. Come reagire in questi casi? Quali i modi più corretti e sani per spezzare una dinamica deleteria per la famiglia?

Tenere sempre il dialogo aperto, i momenti di confronto non devono mai essere abbandonati neppure quando quelli di scontro sembrano avere la meglio. Non esprimere giudizi o tentare di mettere alle strette il ragazzo ma cercare di leggere tra le righe la natura delle sue reazioni; quanto alle regole, spesso ci illudiamo che una sfilza di norme comportamentali possano essere più efficaci di quel detto ‘poche regole ma buone’, io direi ‘poche regole ma che siano chiare’. In merito a questo aspetto, può essere utile ai fini della condivisione delle stesse che vengano stabilite insieme ai ragazzi, dando loro delle chiare motivazioni. Questa modalità farà in modo che le regole stabilite non vengano percepite come degli out-out. Nei casi di bambini piccoli si possono scrivere su una lavagnetta e appenderle in un luogo ben visibile a tutti in casa, per i più grandi addirittura si potrebbe pensare ad una sorta di ‘contratto’ sottoscritto tra le parti, questo farà sentire i ragazzi parte in causa, responsabili e degni di fiducia da parte del genitore … buon punto di partenza per il rispetto delle stesse .La  saluto e la ringrazio per avermi scritta.

Scrivi a Carla: Scuolanationairo@gmail.com

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