Specialista in chirurgia plastica ed estetica, Giulio Basoccu è uno dei più noti Chirurghi Plastici d’Italia e vanta oltre 30 anni di esperienza in ambito nazionale ed internazionale. Quello della chirurgia estetica è un argomento che interessa molto, ma sul quale c’è spesso anche tanta disinformazione.

1) Dopo il covid, c’è anche voglia di bellezza, di riprendere a curarsi, quali sono gli interventi che le richiedono maggiormente? E come sono cambiate le priorita’ dopo questo periodo?
Dopo il Covid c’è sicuramente voglia di bellezza ma soprattutto di prendersi cura di se stessi. C’è bisogno di alleggerire la mente pensando a cose piacevoli, perché questa pandemia indubbiamente ci ha tolto delle certezze e un po’ di stabilità. Dopo un periodo che ha generato insicurezza, prendersi cura del proprio aspetto, ma anche dei propri interessi, delle proprie passioni è un modo sicuramente per molti di lasciarsi alle spalle la negatività che tutti noi, in un modo o nell’altro, abbiamo inevitabilmente accumulato.
2)Molte delle richieste particolari a volte inattuabili, fatte ad un chirurgo estetico, sono frutto della cattiva informazione?
Più che di una cattiva informazione, direi di una iper informazione che porta tutti e tutto a parlare di chirurgia estetica.
Siamo bombardati da pareri, opinioni e informazioni non sempre suffragati da una conoscenza della materia adeguata. I social indubbiamente giocano un ruolo fondamentale in questo scambio, offrendoci un panorama sull’apparenza e sull’apparire costante e quotidiano che non ha necessariamente una valenza costruttiva.
3)Operarsi in sicurezza, quali sono i rischi e le precauzioni che bisogna assolutamente tener conto?
Operarsi in sicurezza significa innanzitutto rivolgersi a persone qualificate, che abbiano un’esperienza tangibile, dimostrabile e verificata. Rivolgersi, per questo tipo di interventi, a strutture adeguate capaci di disporre di attrezzature d’avanguardia, equipe preparate e in grado di gestire anche i casi più complessi o comunque fronteggiare possibili emergenze e complicazioni che possono presentarsi.
Del resto il valore di una equipe sta proprio in questa capacità, che da medico mi auguro sempre di non dover fronteggiare ma che da professionista devo sempre sapere di poter affrontare, con il massimo della sicurezza e della padronanza.
4)La chirurgia estetica, non è sicuramente alla portata di tutti. A chi non puo’ permetterselo cosa consiglia? Anche perché spesso poi, pur di non rinunciare ai propri desideri, si va in paesi dove costa meno, rischiando pero’ di non essere soddisfatti.
Sì è vero che non è alla portata di tutti perché spesso rivolgersi a strutture e professionisti importanti ha un costo considerevole. Questo non significa dover rinunciare ai propri desideri, ma cercare di realizzarli magari impiegando più tempo e con un po’ più di sacrificio, senza cercare il risparmio a tutti i costi (che spesso è a discapito della salute). Meglio aspettare qualche mese o qualche anno in più ma rivolgersi a strutture e professionisti fidati, anziché spendere meno ma rischiare di mettere a repentaglio non solo la qualità dei risultati bensì la propria sicurezza. Spesso un intervento fatto male ha un costo ben più alto in seconda battuta, quando bisogna intervenire per correggere.
Detto questo, spessi ci si rivolge a Paesi dove il costo degli interventi è inferiore, è vero, ma non è detto che sia un male. Il costo degli interventi può essere più basso solo perché il tenore di vita di quei Paesi è appunto meno oneroso. Ci sono eccellenti strutture anche all’Estero e nello specifico in Paesi con un costo della vita più basso, ma la bussola per la scelta deve sempre e comunque indirizzarci verso strutture qualificate con staff qualificati.
5)Il flusso turistico di tanti asiatici negli ultimi anni ha cambiato un po’ i canoni di bellezza?
Sì, il flusso turistico ha cambiato i canoni di bellezza ma diciamo che in generale la globalizzazione ha cambiato il modo di intenderla. La definizione della bellezza è ormai rispetto a tutto il mondo e non più rispetto alla nostra cerchia di conoscenze, questo fa quindi cambiare la percezione del “bello” e dei canoni estetici.
6)Secondo lei è giusto che la sanita’ pubblica non riconosca gli interventi di estetica, anche quando causano un forte disagio psicologico al paziente?
Naturalmente non lo ritengo giusto, ma dobbiamo sempre ricordarci che non può non esistere una “classificazione” o un criterio di scelta delle attività più importanti in medicina. E’ chiaro che in Paesi dove la sanità pubblica ha già delle difficoltà a sostentarsi, non possiamo pretendere che queste risorse vengano messe a disposizione di un paziente che ha un disagio estetico al pari di un paziente oncologico o comunque con una grave patologia. Dobbiamo conservare il senso delle priorità.
7)Professore non posso non farle una domanda sulla scelta di realizzare un docu-reality sulla sua attivita’.
Immagino che lei sia gia’ impegnatissimo, cosa l’ ha spinto?
Quello che mi ha spinto è stata indubbiamente l’idea di fare qualcosa di diverso da mescolare alla mia attività, in modo che fosse stimolante e divertente. Al tempo stesso avevo l’esigenza di fare qualcosa che fosse anche “informazione e divulgazione” dell’attività di cui ho fatto la mia ragione di vita. Partendo da qui, tutto ha avuto inizio…
